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mercoledì 16 gennaio 2013

Mastermind

AUTORE: James Patterson

TITOLO: Mastermind

TRAMA: Il Mastermind, la “mente superiore” che commette ingegnosi e brutali assassini. A questo serial killer non bastano fama e denaro: sta organizzando un grande colpo per mostrare al mondo la sua grandezza. Il libro è un ricorrersi tra Alex Cross e il Mastermind, nella sfida estrema di dimostrare la propria superiorità: è frenetico, incalzante, ad ogni progresso di Alex seguono una serie di successi terrificanti del killer, che ha come scopo sbeffeggiare la polizia. Il dottor Cross ha ,inoltre, ancora su di sé l’ombra di quando accaduto alla sua ultima compagna, sequestrata da un folle, e la sua mente non è sempre al 100% attiva. Il finale è una nuova scena raccapricciante e, vi è un nodo svelatore che chiarisce ai lettori chi è il killer, totalmente inaspettato.
CITAZIONE: La rapina doveva essere compiuta in modo esatto, preciso, perfetto. E lei l'aveva capito, sì che l'aveva capito. Il Mastermind aveva pianificato ogni cosa fino a quella che lui definiva «un'approssimazione del 99,999 per cento».
PARERE PERSONALE: è un poliziesco che parte subito col botto, già nelle prime pagine vieni catapultato in maniera brutale nello spietato mondo del mastermind, questa mente diabolica che non dà tregua alle forze dell’ordine americane, poi l’autore si prende il suo tempo per spiegare per filo e per segno la storia dei vari personaggi, ma senza dilungarsi troppo e farcendo, qua e la, la trama di nuovi colpi di scena. Colpi di scena che non ti abbandoneranno fino alle ultimissime righe.
CONSIGLIATO: Sì
VOTO : 8
  
Recensione di: Vertemara Dario

giovedì 3 gennaio 2013

Sorry

Titolo: Sorry

Autore: Drvenkar Zoran

Trama: Sembra non ci sia mai il tempo di fermarsi e chiedere perdono. Le responsabilità mancate finiscono così col languire nella nostra zona grigia, pronte a mordere quando crediamo siano state finalmente prescritte, dimenticate. "Sorry" è il nome di un'agenzia che offre un servizio proprio in questi casi, facendo in modo che qualcun altro bussi alla porta delle vittime delle nostre piccole crudeltà e per nostro conto chieda scusa, risarcisca, chiuda la partita ancora in corso. La parcella andrà pagata poi a Kris, Wolf, Rauke e Tamara quattro giovani berlinesi che, in una sera come tante, hanno confezionato l'idea. In breve, le richieste si moltiplicano e la vita cambia, i quattro entrano in un giro d'affari che permette loro di acquistare un'elegante villa ai margini di Berlino, sulle sponde di un lago. Ma non ci si può liberare per conto terzi di una colpa; né è possibile capire da dove, realmente, quella stessa colpa abbia avuto inizio. E nell'attimo stesso in cui i quattro si ritrovano davanti al corpo martoriato di una donna sono già in trappola, costretti in un percorso orchestrato per confonderli e farli cadere in cui ogni mossa è già un errore, ogni tentativo di liberarsi una morsa che non dà pace. Dalla necessità di capire chi sia l'artefice di una tale violenza, perché abbia ucciso e perché abbia ora bisogno dei loro servizi "d'agenzia", partirà un filo che si snoderà lungo un labirinto costellato di impossibili vie d'uscita.

Parere personale: Il bello di Sorry oltre alla trama a mio parere ben congegnata, è il fatto che a descrivere le vicende non ci sia un unico narratore ma ad accompagnarci ci siano 4 voci di 4 giovani protagonisti più una voce di "un uomo che non c'era" e un inquietante "TU". La trama è abbastanza intricata ma con un po' di attenzione si riuscirà perfettamente a seguirne la logica. Certo a primo impatto può sembrare tutto così poco chiaro ma vedrete che con il passare delle pagine tutto risulterà sempre più logico e la matassa sembrerà meno ingarbugliata del prevista. A parte un inizio leggermente lento poi le vicende rendono la lettura viva e dinamica con un ritmo eccellente, sicuramente un thriller fuori dagli schemi e forse è anche per questo che mi è piaciuto in modo particolare seppur io non sia proprio un amante del genere.

Citazione: “Vuoi sapere la mia opinione sulla colpa? Che puoi tenertela. Nessuno vuole assumersela al posto tuo.”

Consigliato: Sì

Voto: 8

mercoledì 19 settembre 2012

Educazione siberiana

Titolo: Educazione siberiana

Autore: Lilin Nicolai

Trama: Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande. Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari: "Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice". La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. "Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi". Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto". Con uno stile intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.

Parere personale: Libro interessante e ben riuscito per essere il primo di questo autore che ci vuole mostrare con gli occhi di un bambino, un mondo totalmente differente dal nostro, un mondo intriso di violenza, un mondo dove noi probabilmente non saremmo mai riusciti a sopravvivere per più di un giorno.
L'educazione ricevuta dal piccolo Nicolai sembra troppo assurda per essere vera, talmente inverosimile da sembrare inventata. Ma purtroppo la vicenda è realmente accaduta (stando a varie testimonianze) e Nicolai è bravo nel raccontarcela con estrema naturalezza.

Citazione: "
dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e le botte. così sono passato alla pistola”

Consigliato: Sì

Voto: 7,5




giovedì 19 gennaio 2012

Il signore delle mosche

Titolo: Il signore delle mosche

Autore
: William Golding

Trama
: Un gruppo di ragazzi inglesi, di non più di 12 anni, di ceto sociale elevato, sono gli unici sopravvissuti a un incidente aereo occorso mentre erano in volo di evacuazione durante un imminente conflitto planetario. Naufraghi su un'isola del Pacifico, i ragazzi si mettono subito all'opera per organizzarsi, ma, tentando di imitare le regole del mondo degli adulti, finiranno per trasformare quello che poteva essere definito come un paradiso terrestre in un vero inferno, dove emergono paure irrazionali e comportamenti selvaggi.

Parere personale
: La frase giusta per descrivere questo libro è "come si può arrivare a tanto?". Cosa spinge la natura umana a compiere gesti sconsiderati e folli? Davvero l'animo umano è così depravato?
Alcuni dialoghi tra i personaggi, alcuni momenti di silenzio e giochi di sguardi mettono il lettore a disagio di fronte a quello che dovrebbe essere una normale avventura di bambini immersi in un paradiso terrestre ma che invece a poco a poco si trasforma in un inferno vero e prorio.
Un romanzo d'altri tempi che certamente vi farà riflettere e che vi dimostrerà come nonostante siano passati parecchi anni i temi trattati purtroppo siano ancora tremendamente attuali.

Citazione
: "L'uomo produce il male come le api producono il miele"

Consigliato
: Sì

Voto: 7,5

mercoledì 4 gennaio 2012

Una giornata nell'antica Roma

Titolo: Una giornata nell'antica Roma

Autore: Alberto Angela

Trama: Com'era la vita quotidiana nella Roma Imperiale? Quali volti si incontravano nelle vie o sulle gradinate del Colosseo? Quali atmosfere si respiravano nelle case, nei palazzi? Alberto Angela conduce il lettore nella folla delle strade, all'interno delle case o nel Colosseo durante i combattimenti tra gladiatori. A descrizioni dettagliate di luoghi e stili di vita, si alternano infatti narrazioni in "presa diretta" quasi fosse una telecamera a proseguire il racconto, con il suo bagaglio di immagini, rumori, per scoprire e indagare tutte le curiosità e i piccoli grandi dettagli della vita degli antichi romani.

Parere personale: Alberto Angela accompagna il lettore in un viaggio all'interno dell'antica Roma e grazie alle sue descrizioni dettagliate, si ha come l'impressione di camminare in quelle strade circondate da edifici magnifici, attraversando la domus area, mercati caotici, piazze popolate e vicoli deserti. Dal relax delle terme, ai combattimenti del Colosseo alle feste private dei nobili fino agli alloggi più poveri di Roma l'autore alterna momenti coinvolgenti a piccole curiosità, rendendo abbastanza piacevole la lettura del libro.
Certo non siamo di fronte ad un opera saggistica, alcuni punti infatti potevano essere aprofonditi meglio ma comunque una lettura consigliata a chi vuole approfondire le proprie conoscenze sull'universo del'antica Roma senza troppe pretese.

Voto: 7

venerdì 28 ottobre 2011

Racconti di Halloween

"Racconti di Halloween. Per non dormire questa notte"

Dato il periodo, mi sembra ora il momento più adatto per parlare di questo libro. Si tratta di una collezione di racconti scritti da autori conosciuti e apprezzati, dal 18° secolo ai giorni nostri. Giusto per fare qualche nome: H.G. Wells, Dino Buzzati, E.T.A. Hoffmann, Guy de Maupassant, Edgar Allan Poe...
Non sono racconti qualsiasi, come si evince dal titolo. Sono racconti dell'orrore, della paura, del mistero, divisi in quattro tematiche: il male, presenze, assenze, finale?
Ovviamente è un libro da assaporare nel modo giusto, nella situazione giusta e con il giusto animo: come suggerisce lo stesso Marcello Fois nell'Introduzione "leggere Poe di giorno o di notte cambia, e cambia anche a leggerlo in un pomeriggio uggioso piuttosto che in riva al mare mentre ci si arrostisce sotto alla canicola". Niente di più vero!

Oggigiorno la strada più semplice è quella del cinema: una full immersion di tensione e nervi a fior di pelle, subiamo passivamente forti emozioni per un paio d'ore e poi il tutto finisce lì. Nulla da criticare, ma ciò non ha niente a che vedere con questa raccolta. Questo libro ci permette di soddisfare la nostra congenita voglia di paura, lentamente e visceralmente, perchè leggere richiede tempo e immaginazione. Solo noi possiamo dare la forma migliore, la più efficace a ciò che leggiamo e il risultato è che la paura si aggrappa letteralmente a noi, ci schiaccia alla poltrona sulla quale ci siamo appollaiati per leggere questi racconti, ci spinge inquieti sotto le coperte fino a coprirci la testa, ci suggerisce di dare un'occhiata ogni tanto al corridoio.

Consiglio questo libro per le giornate uggiose che ci aspettano e magari proprio per la notte di Halloween, la notte più stregata dell'anno, la più misteriosa, la più nebbiosa.
Consiglio anche di leggere l'Introduzione di Marcello Fois, il quale ha saputo cogliere appieno il senso di questa raccolta e della paura intesa come divertimento.

Buon Halloween a tutti.....

sabato 10 settembre 2011

La mano di Fatima

Titolo: La mano di Fatima

Autore: Ildefonso Falcones

Trama: Nei villaggi delle Alpujarras è esploso il grido della ribellione. Stanchi di ingiustizie e umiliazioni, i moriscos si battono contro i cristiani che li hanno costretti alla conversione. È il 1568. Tra i rivoltosi musulmani spicca un ragazzo di quattordici anni dagli occhi incredibilmente azzurri. Il suo nome è Hernando. Nato da un vile atto di brutalità - la madre morisca fu stuprata da un prete cristiano -, il giovane dal sangue misto subisce il rifiuto della sua gente. La rivolta è la sua occasione di riscatto: grazie alla sua generosità e al coraggio, conquista la stima di compagni più o meno potenti. Ma c'è anche chi, mosso dall'invidia, trama contro di lui. E quando nell'inferno degli scontri conosce Fatima, una ragazzina dagli immensi occhi neri a mandorla che porta un neonato in braccio, deve fare di tutto per impedire al patrigno di sottrargliela. Inizia così la lunga storia d'amore tra Fatima ed Hernando, un amore ostacolato da mille traversie e scandito da un continuo perdersi e ritrovarsi. Ma con l'immagine della mamma bambina impressa nella memoria, Hernando continuerà a lottare per il proprio destino e quello del suo popolo.



Parere personale: Anche se nel complesso La mano di Fatima può essere considerato un buon libro, questo non convince appieno a causa di un inzio un po' lento e troppo descrittivo. Fino ad almeno metà libro Ildefonso non riesce a far decollare la storia che risulta così un po' fiacca e noiosa. E' nell'ultima parte del romanzo che l'autore riesce a dare il meglio di sè suscitando nel lettore passione, emozioni ed interesse storico. Peccato perchè con 200 pagine in meno La mano di Fatima poteva diventare un vero capolavoro.


Consigliato: A chi interessa in modo particolare la storia della Spagna.


Voto: 6,5

venerdì 24 giugno 2011

The Weather Makers - I signori del clima

Titolo: The Weather Makers (versione inglese). I signori del clima (versione italiana)

Autore: Tim Flannery

Trama: Come funziona il sistema Terra? Perchè si sono susseguite ere bollenti ad ere gelide? Perchè avvengono le estinzioni? Quando l'uomo ha iniziato a fare la sua parte? Come funzionano esattamente i gas serra? Che cosa sta facendo la comunità internazionale per prevenire un futuro catastrofico?
Tim Flannery è uno scienziato e zoologo australiano di fama mondiale. In questo libro spiega come il clima terrestre sia determinato da una molteplicità di fattori, perlopiù fisici. Nei secoli tuttavia l'impatto dell'uomo sulla Terra è cresciuto in modo esponenziale, di pari passo all'aumento della popolazione mondiale. Quanto questo potere ci sia sfuggito di mano è reso chiaro nelle parole semplici ma d'effetto che lo scienziato usa per mostrare una grande verità che vuole essere sottaciuta.

Parere personale: in quest'opera divulgativa, l'autore riesce perfettamente a dare spiegazioni scientifiche con la chiarezza necessaria a un profano della materia, fornendo nella parte iniziale un excursus geologico che pone le basi per capire perchè i cambiamenti climatici meritino tanta attenzione.

E' un libro-rivelazione, che deve essere letto se veramente vogliamo arrivare al cuore del problema che affliggerà la Terra (e quindi anche noi) a partire dal XXI secolo. Leggerlo significa fare i conti con la nostra coscienza, individuale e di massa, significa aprire finalmente gli occhi su tante questioni che sappiamo esistere, ma che per paura o viltà non vogliamo conoscere.

Una parte agghiacciante è dedicata alle azioni, più o meno legali, compiute dalle lobby di combustibili fossili: riescono per esempio a tacere i preoccupanti risultati di ricerche scientifiche a volte addirittura svolte per conto di governi o enti governativi. Uomini abietti appartenenti a questi potenti gruppi sono infiltrati in importanti istituzioni statali: l'autore principalmente guarda al governo americano e a quello australiano. Non è un caso che questi due Paesi siano tra i principali produttori di combustibili fossili e di gas serra e che ciononostante siano gli unici due Paesi tra quelli occidentali a non aver nemmeno aderito al protocollo di Kyoto.

E' in tutto e per tutto un libro che cambia la nostra prospettiva verso un tema, quello della preservazione dell'ambiente e dei cambiamenti climatici, che non può più essere considerato solo appannaggio di ricercatori e scienziati.

Consigliato: sì

Voto: 9

Nota: per chi volesse cimentarsi, il libro è ben leggibile e chiaro anche in inglese. Con un piccolo vocabolario alla mano non richiede veramente grandi sforzi. :)

lunedì 9 maggio 2011

Bambino 44

Titolo: Bambino 44

Autore: Tom Rob Smith

Trama: Unione Sovietica, 1953. Il regime di Stalin è al vertice, con l'entusiastica collaborazione del Ministero della Sicurezza e dell'MGB (precursore del nefando KGB), l'organismo di polizia segreta la cui brutalità e la continua pratica di torture non sono un segreto. La popolazione è costretta a credere che il crimine è stato debellato in tutto il paese, che tutti sono felici e che il governo rappresenta il punto di riferimento e di ispirazione morale per ogni cittadino modello. Quando tuttavia il cadavere di un ragazzino viene ritrovato sui binari di un treno, l'ufficiale dell'MGB Leo Demidov si sorprende che i genitori del piccolo morto siano convinti si tratti di omicidio. I superiori di Leo gli ordinano di non indagare né su questa morte né sulle altre che seguiranno. Leo obbedisce, anche se sospetta che qualcuno di molto importante possa essere implicato... sospetti che porteranno alla luce verità sconvolgenti.

Parere personale: Una ricostruzione della Russia post-guerra davvero ben fatta, l'autore riesce a trasmettere quella situazione di oppressione politica che regnava in Unione Sovietica durante gli anni '50. Di capitolo in capitolo la storia si fa sempre più interessante, raggiungendo l'apice verso metà libro, dove la psicologia dei vari protagonisti viene ottimamente descritta e al lettore vengono illustrati i vari punti di vista dei personaggi. Il finale però risuta poi macchinoso e in alcuni punti vengono proposte situazioni poco credibili come rocamboleschi salti da treni in corsa o fughe avvinghiati sotto camionette in marcia. Peccato perchè essendo ispirato ad una storia vera ci si sarebbe aspettato qualche tocco di fantasia un po' meno orientato all'aspetto cinematografico.


Consigliato: Anche se a volte poco reale rimane comunque una lettura piacevole

Voto: 6,5

martedì 19 aprile 2011

Il cimitero di Praga

Titolo: Il cimitero di Praga

Autore: Umberto Eco

Trama: Nel 1897 il capitan Simonini, ormai anziano, annota su un diario le esperienze della sua vita da falsario e agente segreto. Sarebbe questa una nuova insolita cura ai problemi psichici, introdotta recentemente da un austriaco, tale dottor Froïde.
Questo ci permette di vivere in prima persona l'atmosfera elettrizzante della seconda metà dell'800, il Risorgimento italiano, la Belle époque, la massoneria, l'acuirsi dei nazionalismi europei e del già radicato antisemitismo.
Una serie infinita di particolarissimi dettagli sulla vita e sulla società dell'epoca fanno da sfondo a una trama intricata ed avvincente.
Simonini fabbrica su ordinazione finti complotti che possano sembrare verosimili, ispirandosi soprattutto ai romanzi di scrittori più o meno celebri, e non è un caso che la scelta dei cospiratori cada spesso sulla "setta giudaica".
Inoltre, è direttamente coinvolto nelle battaglie italiane garibaldine al fianco di Ippolito Nievo, collaboratore di Garibaldi, nell'affare Dreyfus, nella scrittura di quello che poi diverrà conosciuto come
I protocolli dei Savi di Sion.

Parere: E' sicuramente un libro che merita di essere letto per due ragioni.
In primo luogo, ci fa immergere letteralmente nell'epoca in cui è ambientato grazie alle descrizioni minuziose di luoghi, oggetti e persone, seppur talvolta secondari. I dettagli sono degni di un pittore fiammingo.
In secondo luogo, va letto perchè è a suo modo estremamente moderno e mostra quanto l'uomo è e rimane sempre identico a se stesso, nei secoli dei secoli. Cito una frase detta da Eco che ho trovato su Wikipedia: "Quello che il mio romanzo cerca di mostrare è che [i romanzi di avventura] sono stati usati proprio per la stessa costruzione dei testi antisemiti, perché la gente (compresi i capi dei servizi segreti) crede solo a quello che ha già sentito affabulare da qualche parte. Per questo, ancora oggi, i dossier segreti sono composti unicamente da ritagli stampa, e quasi sempre di stampa scandalistica, il feuilleton dei giorni nostri".
Infine il fascino del romanzo deriva anche dal fatto che è risaputo che tutti i personaggi citati nel libro, escluso il capitan Simonini, sono realmente esistiti e hanno fatto davvero quanto si legge.

Citazione: - [...] Se dal mondo scomparissero tutti gli ebrei, che con la loro finanza sostengono i mercati di cannoni, andremmo incontro a cento anni di felicità.
- E allora?
- E allora bisognerà un giorno tentare l'unica soluzione ragionevole, la soluzione finale: lo sterminio di tutti gli ebrei.

Consigliato: sì

Voto: 8

domenica 17 aprile 2011

La città della gioia

Titolo: La città della gioia



Autore: Dominique Lapierre


Trama: Alla periferia di Calcutta si estende il sobborgo chiamato "Città della gioia", il quartiere dei diseredati, degli accattoni e dei lebbrosi. In questo mondo ai confini dell'umanità agiscono pochi generosi volontari, tra i quali un giovane chirurgo americano in crisi di identità. Un romanzo che ha posto per la prima volta all'attenzione del mondo una situazione agghiacciante.


Parere personale: Un libro che ci fa riflettere sulle condizioni di vita in cui versano le popolazioni meno fortunate di noi, in una realtà in cui la società ti trascina in basso, ti umilia e ti strappa l'anima, dove l'unica ancora di salvezza che ti spinge a non mollare deriva dalla voglia di aiutare altre persone, affinchè tutti possano vivere e morire con dignità. E' in questo contesto che i personaggi del romanzo lottano con tanto coraggio e sfidano ogni giorno le avversità e il degrado, ma al tempo stesso danno l'anima per aiutare chi nonostante tutto è ancora più in difficoltà di loro. Un esempio di umiltà in cui l'autore vuole far capire a tutti quali siano le cose che contano davvero nella vita.


Citazione: Quando si vuol tenere per sé una cosa precisa, tutto il resto sfugge, mentre staccandosene, si può godere di tutto, senza possedere niente in particolare.


Consigliato: Sì


Voto: 7,5

venerdì 25 marzo 2011

Il faraone delle sabbie

Titolo: Il faraone delle sabbie

Autore: Valerio Massimo Manfredi

Trama: Il profeta Geremia scappa in un tunnel sotterraneo sottraendo l'Arca dell'Alleanza all'assedio babilonese a Gerusalemme del 586 a.C. Tornando dal monte Horeb sembra che abbia perso la ragione a causa di qualche scoperta sconvolgente, ma successivamente scompare e di lui si perde ogni traccia e scompare nel nulla. Il protagonista è William Blake che, licenziato dall'Oriental Institute di Chicago, dove lavorava in qualità di egittologo, si ritrova implicato in un nuovo lavoro nel deserto israeliano del Paran dove scopre un incredibile mistero taciuto all'umanità per secoli che potrebbe distruggere le convinzioni stesse della storia e delle religioni nel mondo...

Parere: Nonostante la trama possa sembrare avvincente e misteriosa in un primo momento, poi man mano che la storia prosegue si ha come l'impressione di assistere ad un film in puro stile americano, con dei dialoghi un po' banali , personaggi stereotipati e azioni surreali. Potrebbe scoppiare la terza guerra mondiale da un momento all'altro e la salvezza del mondo intero è in mano (pensa un po') ad un archeologo protagonista del romanzo. Non manca nemmeno la più banale storia d'amore tra il protagonista e la bella di turno disposta ad aiutarlo a salvare il mondo. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per un frenetico e divertente film d'azione ma purtroppo non per le pagine di un romanzo.

Citazione: Gerusalemme, anno decimottavo
del regno di Nabucodonosor,
il nove del quarto mese.
Undecimo del re di Giuda, Sedecia.
Il profeta volse lo sguardo verso la valle gremita di fuochi e poi verso il cielo deserto e sospirò. Le trincee cingevano i fianchi di Sion, gli arieti e le macchine ossidionali minacciavano i suoi bastioni. Nelle case desolate i bambini piangevano chiedendo pane e non v'era chi lo spezzasse per loro; i vecchi si trascinavano per le strade sfiniti dal digiuno e venivano meno nelle piazze della città.
«È finita» disse rivolto al compagno che lo seguiva dappresso. «È finita, Baruc. Se il re non mi da ascolto non ci sarà salvezza per la sua casa né per la casa del Signore. Gli parlerò un'ultima volta ma non ho molte speranze.»

Consigliato: No


Voto: 5,5

giovedì 17 marzo 2011

Un'educazione italiana

Titolo: Un'educazione italiana

Autore: Tim Parks

Trama: Il libro è uno scorcio di vita dell'autore, inglese trapiantato in Veneto, sposato con un'italiana, alle prese con l'educazione dei suoi figli "sangue misto". L'autore-narratore racconta il graduale germogliare della cultura italo-britannica nei suoi figli, che crescono in un'Italia degli anni '90 sempre più conformista, ma in qualche modo ancora saldamente legata alle tradizioni. Nel libro, lo sguardo attento e critico su questo cammino cede però spesso il passo a situazioni grottesche, ironiche e divertenti.

Parere personale: Nel libro, pagine divertenti e interessanti, che mostrano "l'italianità" nella vita quotidiana si alternano a descrizioni forse troppo ordinarie per un lettore italiano, che qua e là può intravedere anche qualche stereotipo di troppo. Probabilmente il pubblico britannico può godersi maggiormente le scene tipicamente italiane che vengono descritte: un pomeriggio assolato sulla nostra monotona riviera adriatica, una vacanza salutare in Trentino, un discorso noiosissimo e incomprensibile del direttore della scuola, una grigliata tra parenti la domenica pomeriggio, le scaramucce con il vicinato.
E' comunque interessante conoscere lo sguardo attento e curioso di un inglese che riflette sul modo di apprendere una cultura, sull'influenza del bilinguismo, su quello che significa essere individui "fuori dal coro" in Italia.


Citazione
: "Osservo nel viso innocente di Silvio quella compiacenza che amano inalberare gli italiani quando sentono di aver completato un labirinto burocratico che tu ancora ignori, il desiderio segreto di vederti affrontare lo stesso inferno dal quale essi sono già usciti".


Consigliato
: sì

Voto: 6,5

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domenica 27 febbraio 2011

La regina dei castelli di carta

Titolo: La regina dei castelli di carta

Autore: Stieg Larsson

Trama: La giovane hacker Lisbeth Salander è di nuovo immobilizzata in un letto d'ospedale, anche se questa volta non sono le cinghie di cuoio a trattenerla, ma una pallottola in testa. È diventata una minaccia: se qualcuno scava nella sua vita e ascolta quello che ha da dire, potenti organismi segreti crolleranno come castelli di carta. Deve sparire per sempre, meglio se rinchiusa in un manicomio. La cospirazione di cui si trova suo malgrado al centro, iniziata quando aveva solo dodici anni, continua. Intanto, il giornalista Mikael Blomkvist è riuscito ad avvicinarsi alla verità sul terribile passato di Lisbeth ed è deciso a pubblicare su "Millennium" un articolo di denuncia che farà tremare i servizi di sicurezza, il governo e l'intero paese...

Parere personale: Sulla falsariga del secondo, La regina dei castelli di carta termina la trilogia legata a Lisbeth e al giornalista Blomkvist. La storia è basata sugli intrecci politici della Svezia dove protagonisti apparentemente slegati tra loro vanno man mano ad intrecciare le loro vite fino a delineare quello che poi risulta essere un intrigo a livello nazionale. Peccato però che alcuni personaggi siano così grottescamente descritti da risultare poco credibili e che l'intera trama sia solamente l'ombra del primo episodio, vero capolavoro dell'intera trilogia. A mio parere infatti senza il primo romanzo l'autore non sarebbe diventato così famoso e con quest'ultimo capitolo si ha come l'impressione che il prolungarsi della trama sia una forzatura legata a una questione prettamente economica.

Citazione: Se la morte era il vuoto nero dal quale si era appena svegliata, allora non era niente per cui angustiarsi. Non avrebbe mai notato la differenza.

Voto personale: 5

Consigliato: Solo a chi per curiosità vuole vedere come termina la trilogia


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giovedì 18 novembre 2010

Un arcobaleno nella notte

Titolo: Un arcobaleno nella notte

Autore: Dominique Lapierre

Trama: Nella primavera del 1652 la Compagnia olandese delle Indie orientali è sull'orlo del fallimento a causa dello scorbuto che decima i marinai delle sue navi. La piccola ma prolifica repubblica olandese decide di occupare la punta meridionale dell'Africa e di insediarvi un punto di ristoro per gli equipaggi della Compagnia.

E' l'inizio della storia di quello che più di due secoli più tardi verrà chiamato Sudafrica.


In questi secoli gli olandesi trasformeranno la loro minuscola colonia in un territorio esteso e prospero, attireranno a sè gli ugonotti in fuga dall'Europa, Indiani e Asiatici. Si scontreranno con le tribù autoctone xhosa e zulu non senza gravi perdite. L'impero inglese non starà a guardare e insedierà prepotentemente i suoi uomini, scatenando l'aspra guerra anglo-boera.

Durante questi tre secoli, i discendenti dei primi olandesi del 17° secolo hanno dato origine e rafforzato la propria coscienza di popolo, improntata sugli insegnamenti religiosi calvinisti. Si definiscono boeri, parlano l'Africaans e si sentono il popolo eletto da Dio che ha finalmente trovato la propria terra promessa. Ed è proprio sulla base di questi dettami religiosi che i boeri professano la separazione della propria razza da qualsiasi altra sul loro cammino, pena l'impossibilità di dar vita al futuro di gioia e ricchezza profetizzato nella Bibbia.

Nel '900 questo non può che sfociare in un regime sulla base di quelli fascisti europei, il cui fulcro sarà il tristemente noto apartheid. Rimasto in sordina per troppo tempo, con un ritardo di 40 anni rispetto ai peggiori totalitarismi del Vecchio Continente, il crollo di questo sistema vergognoso avverrà solo nel 1994.
Nelson Mandela è il catalizzatore dell'opposizione al regime, dapprima attivamente attraverso attentati e rappresaglie, in seguito, per il resto della sua prigionia, come simbolo della lotta per i diritti dell'uomo.

Parere personale: Leggere questo libro dà la sensazione di riuscire a sapere tutto quello che si deve conoscere sulla storia del Sudafrica. Dagli albori della piccola colonia olandese, la storia di questo Paese è ripercorsa in modo incalzante.
Lapierre unisce la sua attività di storico ad una penna dal tratto romanzesco, lasciando costantemente con il fiato sospeso.

Infiniti orrori si susseguono nella storia della nazione, dalle stragi compiute per mano degli zulu agli agghiaccianti omicidi con strumenti chimici elaborati dagli scienziati afrikaner. Lapierre non ammorbidisce mai il suo tratto e ci sbatte in faccia la cruda realtà, mostrando un Sudafrica che solo negli ultimi 15 anni ha iniziato a fare pace con se stesso, riconoscendo finalmente che questa nazione arcobaleno può esistere e può addirittura porsi sullo scenario mondiale come baluardo dell'uguaglianza e del rispetto tra i popoli.

Citazione: "Nel capitolo dedicato alla torre di Babele, il libro della Genesi non affermava forse che Dio «aveva disperso i suoi popoli su tutta la faccia della terra affinchè ciascuno potesse edificarvi la propria città»? Ciò non significa che gli afrikaner rifiuteranno a razze, culture e colori diversi il diritto di svilupparsi, ma che questo diritto potrà esercitarsi solo nel posto che Dio ha scelto per loro, un posto che sarà necessariamente diverso da quello riservato ai figli del popolo eletto".

Consigliato: sì



Voto: 8


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martedì 9 novembre 2010

Un luogo chiamato libertà

Titolo: Un luogo chiamato libertà

Autore: Ken Follet

Trama: L'Inghilterra della rivoluzione industriale vede muoversi immense fortune a seconda di chi controlla il carbone. Ed è proprio il carbone a scatenare le passioni malevole della potente famiglia Jamisson, che trova però sulla sua strada la nobiltà d'animo e il coraggio del giovane McAsh, un minatore che ha deciso di spezzare le catene della schiavitù.

Parere personale: Un luogo chiamato libertà è un romanzo con una trama scorrevole e abbastanza interessante, con dei personaggi ben caratterizzati e ben costruiti. Il libro può essere suddiviso in tre parti ben distinte, ognuna caratterizzata da un'ambientazione che si differenzia dalle altre. La parte migliore secondo il mio parere è quella ambientata nella Londra di fine XVIII secolo con la sua ricchezza contrapposta ad una nera miseria. Il finale del romanzo però sembra essere stato scritto in modo troppo frettoloso mentre sarebbe stato forse meglio a mio parere articolare meglio la trama.

Citazione:
Ecco, un uomo piegato dall'angoscia,
segnato dal dolore e sofferenza,
ascende quella collina petrosa
portando una croce sulle spalle.
Ora è trafitto dal dolore
agli occhi degli uomini,
quando un nuovo giorno spunterà,
lo vedremo risorto.
Non guardateci con aria di pietà.
Guardate invece la nostra vittoria.
Quando costruiremo la città celeste
tutti gli uomini saranno liberi!

Voto personale: 6,5

Consigliato: Per chi cerca un'avventura leggera e scorrevole


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martedì 12 ottobre 2010

La ragazza che giocava con il fuoco

Titolo: La ragazza che giocava con il fuoco

Autore: Stieg Larsson

Trama: Mikael Blomkvist è tornato vittorioso alla guida di Millennium, pronto a lanciare un numero speciale su un vasto traffico di prostituzione dai paesi dell'Est. L'inchiesta si preannuncia esplosiva: la denuncia riguarda un intero sistema di violenze e soprusi, e non risparmia poliziotti, giudici e politici, perfino esponenti dei servizi segreti. Ma poco prima di andare in stampa, un triplice omicidio fa sospendere la pubblicazione, mentre si scatena una vera e propria caccia all'uomo: l'attenzione di polizia e media nazionali si concentra su Lisbeth Salander...

Citazione: Era legata con cinghie di cuoio a una stretta branda con il telaio in acciaio. Le cinghie tese sopra il torace premevano. Era stesa sulla schiena. Le mani bloccate all'altezza dei fianchi.
Ormai aveva rinunciato da tempo a qualsiasi tentativo di liberarsi. Era sveglia ma teneva gli occhi chiusi. Se li avesse aperti si sarebbe ritrovata al buio, l'unica fonte di luce era una debole striscia che filtrava da sopra la porta. Si sentiva in bocca un sapore cattivo e non vedeva l'ora di potersi lavare i denti.

Parere personale: Il seguito di Uomini che odiano le donne, anche se meno avvincente del primo, è un buon poliziesco con una trama che prende corpo con il passare delle pagine, fino ad un finale coinvolgente che si lascia leggere tutto di un fiato. Alcune azioni dei personaggi principali lasciano un po' perplessi in quanto poco "reali", ma nel complesso la trama risulta abbastanza credibile.

Una piccola considerazione simpatica: ma gli svedesi come possono sopravvivere solo di caffè e tramezzini?

Voto personale: 7

Consigliato: Se prima si ha letto Uomini che odiano le donne e si vuole continuare a seguire le avventure dei protagonosti.

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mercoledì 6 ottobre 2010

L'altra regina

Titolo: L'altra regina

Autore: Philippa Gregory

Trama: L'Inghilterra di Elisabetta I è da poco diventata un Paese protestante. Maria Stuarda, cattolicissima regina di Scozia, erede al trono di Inghilterra e cugina di Elisabetta è stata tradita dal fratello. Si rifugia oltre il confine del suo regno, ma la perfida Elisabetta la affida alla protezione del conte di Shrewsbury e della moglie dalle umili origini, Bess, continuando a posticipare il suo rientro sicuro in patria.
Maria è bramosa di libertà, è una donna incantevole e affascinante e riesce con il suo carisma a convincere nobili, uomini di chiesa, figure importanti sullo scenario internazionale, nonchè semplici sudditi di Elisabetta a schierarsi per la sua causa e a combattere per la sua liberazione. La rivalità tra le due regina diventa una guerra fredda fatta di spie, attacchi sventanti, traditori, lettere segrete e cospiratori.

Parere personale: Nonostante l'inizio un po' lento e noioso, il romanzo diventa decisamente avvincente verso la metà del libro. La strategia adottata dall'autrice di far raccontare la vicenda dal punto di vista dei tre protagonisti (Maria, il conte di Shrewsbury, Bess) ci fa vedere le singole verità di ogni personaggio, ci mostra la loro logica e i loro sentimenti, ci spinge ad avere un'opinione sui fatti e a cambiarla continuamente. Inoltre questa tecnica lo rende un libro realistico: i fatti e la Storia in generale - come suggerito in una citazione di Maria Stuarda nelle note al finale del romanzo - non sono una realtà univoca, non possono avere un'unica interpretazione. Condito anche da tanta fantasia, questo romanzo riscatta la figura di Maria Stuarda e rende anche noi suoi fedeli seguaci.

Citazione: "Le nostre paure hanno rovinato tutto, abbiamo distrutto la gioia e la spensieratezza con le nostre mani, i nostri nemici non hanno bisogno di fare alcunché. Non occorre che qualcuno dall'altra parte dei confini ci minacci, siamo spaventati dalle nostre stesse ombre".

Voto: 7

Consigliato: sì

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giovedì 23 settembre 2010

Il profumo


Recensione a cura di Dario Vertemara

Titolo: Il Profumo

Autore: Patrick Suskind

Trama: Jean-Baptiste Grenouille, nato il 17 luglio 1783 nel luogo più puzzolente di Francia, il Cimetière des Innocents di Parigi, rifiutato dalla madre fin dal momento della nascita, rifiutato dalle balie perché non ha l'odore che dovrebbero avere i neonati, anzi perché "non ha nessun odore", rifiutato dagli istituti religiosi, riesce a sopravvivere a dispetto di tutto e di tutti. E, crescendo, scopre di possedere un dono inestimabile: una prodigiosa capacità di percepire e distinguere gli odori. Forte di questa facoltà, di quest'unica qualità, Grenouille decide di diventare il più grande profumiere del mondo, e il lettore lo segue nel suo peregrinare tra botteghe odorose, apprendista stregone che supera in breve ogni maestro passando dalla popolosa e fetida Parigi a Grasse, città dei profumieri nell'ariosa Provenza. L'ambizione di Grenouille non è quella di arricchirsi, né ha sete di gloria; persegue, invece, un suo folle sogno: dominare il cuore degli uomini creando un profumo capace di ingenerare l'amore in chiunque lo fiuti, e pur di ottenerlo non si fermerà davanti a nulla.

Citazione: Gli uomini potevano chiudere gli occhi davanti alla grandezza, davanti all'orrore e turarsi le orecchie davanti a melodie o a parole seducenti. Ma non potevano sottrarsi ai profumi. Poiché il profumo è fratello del respiro. Con esso penetrava gli uomini, a esso non potevano resistere, se volevano vivere. E il profumo scendeva in loro, direttamente al cuore e là distingueva categoricamente la simpatia dal disprezzo, il disgusto dal piacere, l'amore dall'odio. Colui che dominava gli odori, dominava il cuore degli uomini.

Parere personale: Questo libro, che inizialmente mi lasciava perplesso dalla descrizione, si è rivelato essere un capolavoro della letteratura moderna a mio avviso, una libro che potrebbe definirsi una metafora del mondo odierno… l’apparenza che inganna l’essere, tutti inseguiamo un’ideale non una verità. In questo caso è il profumo che inganna le persone… unico libro dedicato all’olfatto che fa vivere il racconto in modo particolare… magari a volte assurdo ma comunque efficace e sicuramente fantasioso!

Voto personale: 8

Consigliato: si

martedì 21 settembre 2010

Elianto

Titolo: Elianto

Autore: Stefano Benni

Trama: Se si fugge di notte da Villa Bacilla sulle ali di una diavolessa sexy, sorvolando Tristala assieme a tre equipaggi che si spostano contemporaneamente, può accadere di visitare gli otto mondi alterei della mappa nootica. Capita così di conoscere la terra primordiale di Ermete Trismegisto, Protoplas; i mari incantati di Capitan Guepière a Posidon; i cinquanta casinò e i locali notturni di Bludus; Mnemonia con i suoi fuochi fatui e l'insidia dell'embambolia; Medium con le sue giornate di Beneficenza Ben-evidente...

Citazione: Ci fu una grande battaglia di idee e alla fine non ci furono né vincitori, né vinti, né idee.

Parere personale: Questo libro nonostante i pareri positivi trovati sulla rete mi ha deluso molto. Dopo qualche timore nelle prime pagine, nonostante il proseguo della lettura, la trama non ha mai assunto un filo logico ed interessante. Non si riesce molto bene a capire quello che l'autore vuole trasmettere . Dopo alcune ricerche su Internet , si comprende che Benni ha cercato di rapresentare l'Italia e la sua situazione politica con un racconto fantastico. A mio parere però il paragone non è così chiaro e l'uso della fantasia è usato in modo esagerato.

Recensione di Michele Colnaghi

Voto personale: 3

Consigliato: No

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