Visualizzazione post con etichetta chicche fotografiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta chicche fotografiche. Mostra tutti i post

mercoledì 1 febbraio 2012

Fuoco e fumo

-Articolo e foto di Marco Spigolon-






















Foto del fumo:

http://www.flickr.com/photos/ilgitano/sets/72157628970142325/show/

Foto del fuoco:

http://www.flickr.com/photos/ilgitano/sets/72157628970150785/show/

Come si fotografa il fumo:

Per fotografare ho allestito un piccolo set come da foto:

















Per fotografare il fumo come prima cosa bisogna far le foto al buio, l'unica fonte di illuminazione deve provenire dal flash sulla sinistra che è comandato a distanza dalla reflex...attaccato al flash c'è un tubo fatto di carta (sarebbe meglio di cartone ma non avevo niente in casa adatto allo scopo) per concentrare al massimo il lampo del flash su un punto ben circoscritto ed evitare che
la luce illumini anche l'ambiente circostante... è una sorta di faretto spot artigianale.
Sulla destra esattamente sul lato opposto rispetto al flash c'è il solito tagliere da cucina ricoperto di carta stagnola... tramite la carta stagnola, ho creato un pannello riflettente molto alla buona artigianale il cui scopo è quello di riflettere la luce del flash e diffondere la luce sul fumo dell'incenso.
Come sfondo ho usato un semplice telo nero che avevo in casa...
Come profondità di campo il diaframma va tenuto su valori medi intorno a f8-f10.
La velocità di scatto non ha importanza perché l'azione viene "congelata" dal flash.

Il tubo di carta/cartone è l'elemento più importante è infatti questo sottile pezzo di cartone che determinerà la buona riuscita delle foto.

Come si può ben vedere questa foto sottostante è stata scattata senza il tubo... il lampo del flash ha illuminato tutto l'ambiente a 180 gradi compreso chiaramente il telo nero e il fumo si intravede appena..si può ben vedere come la luce arrivi dal flash esterno sulla sinistra osservando l'ombra del portaincenso che è appunto sulla destra.
























Questa invece è una foto scattata con il tubo.... la luce è concentrata solo in un aerea ristretta e lo sfondo è completamente nero... in pratica solo il fumo e la parte superiore del portaincenso sono illuminati.

domenica 15 gennaio 2012

Gocce d'acqua

-Articolo e foto di Marco Spigolon-



COME SI FA A FOTOGRAFARE LE GOCCE:

Questo è il piccolo set autocostruito....
in alto sopra il forno si puo' notare appoggiato sopra un normale tagliere da cucina una tazza da caffelatte riempita di acqua da cui esce un tovagliolo... (i libri servono x fare da contrappeso visto che il tagliere è per oltre 3/4 di superficie senza piano d'appoggio...potete usare anche il corano o la bibbia basta che siano belli pesanti altrimenti si ribalta tutto!!!)
la tazza è la cosidetta macchina crea gocce....infatti il tovagliolo è per metà immerso nella tazza che è piena d'acqua e per l'altra è sospesa a mezz'aria e per via del principio di capillarità dell'acqua, una volta che il tovagliolo è inzuppato continua a far cadere gocce.
In basso c'è una normale ciotola di plastica arancione portafrutta riempita d'acqua dove le gocce vanno a schiantarsi.
Per fotografare ho messo la macchina su cavaletto equippaggiata con il 90 mm Macro.
ho impostato messa a fuoco manuale e diaframma molto chiuso intono a f20-f30 con tempi intorno a 1/400 secondi..
Di lato poi avevo il flash esterno che comandato dalla d700 illuminava la ciotola dalla sinistra congelando cosi il momento dell'impatto.
Per Il resto si tratta di beccare il momento esatto dello schianto...diciamo che va a fortuna.
I colori delle foto sono stati ottenuti cambiando semplicemente il bilanciamento del bianco in INCANDESCENZA cio' ha creato dei riflessi bluatsri-verdastri insieme all'arancione della ciotola che a me piaciono molto.

Ecco alcune delle foto scattate:






sabato 30 aprile 2011

La fotografia in bianco e nero

Per avere una foto di "successo" è fondamentale sorprendere colui che la guarda e con una fotografia in bianco e nero, già di per sè "anomala" per la sua mancanza di colori, è necessario attirare l'attenzione di chi osserva in altre direzioni. Una foto in bianco e nero vive di forme e di linee, di sfumature e di contrasti, diventa facile perciò capire come una corretta composizione è il punto fondamentale di questo genere di fotografia.

Un buon fotografo deve ricordare che nella realtà colori molto contrastanti tra loro non sempre si traducono in contrasti altrettanto accesi nella fotofrafia in b\n.



Una regola già preziosa nella fotografia, ma che diventa fondamentale per la fotografia b/n, è quella chiamata "regola dei terzi". Secondo questa regola, l'immagine va idealmente suddivisa in due linee orizzontali e due verticali in modo da ottenere 9 quadrati uguali tra loro (risulta comodo usare la divisione già presente in quasi tutte le macchine reflex e non), dove il soggetto va posizionato in uno dei quattro punti (chiamati punti di forza) in cui queste linee immaginarie si incrociano. Questi punti di forza non sono altro che i punti in cui l'occhio umano tende a concentrare l'attenzione, ecco perchè sarebbe utile centrare il soggetto fondamentale della nostra foto in uno di questi punti donando così un aspetto più armonioso all'intera scena.

Altro elemento cardine è la valutazione del contrasto; infatti se in una foto prevalgono i toni scuri, si dovrebbero riservare i toni chiari al soggetto e viceversa. Certo non sempre è possibile avere il contrasto giusto tra soggetto principale e il resto della foto, ma come regola generale è giusto ricordare come l'occhio umano tenda a soffermarsi sopratutto sui toni più chiari e quindi è utile comportarsi di conseguenza.

Le forme e le linee sono un altro aspetto da tenere in considerazione nel b/n più che nel colore. Basti pensare che ad esempio le forme circolari (come ad esempio una roccia o uno specchio d'acqua) evochino al nostro cervello un senso di serenità e portano lo spettatore ad avvicinare la foto per studiarne di più i dettagli. Le forme quadrate trasmettono stabilità mentre quelle rettangolari sono quelle meno appariscenti. Nel triangolo invece l'occhio umano tende a seguirne i contorni (basti pensare ad esempio a una montagna), sarebbe quindi utile ad esempio fotografare una nuvola che spezzi questo "triangolo" in modo da far ricadere l'attenzione di nuovo all'interno della foto.

Le linee invece fondamentalmente si possono suddividere in verticali, orrizzontali e diagonali. Le prime risultano efficaci quando l'inquadratura segue questa disposizione trasmettendo vicinanza, spazi stretti e idea di altezza. Quelle orrizzontali invece al contario delle verticali, trasmettono un senso di stabilità, tranquillità e distanza, mentre quelle diagonali suggeriscono dinamicità, tensione e instabilità. In tutti i casi comunque le linee sono fondamentali per trasmettere il senso di profondità nello spettatore.

Nella fotografia b\n bisogna fare attenzione all'esposizione, infatti in immagini dominate dal bianco o dal nero è facile cadere in errore in quanto gli esposimetri tendono a fornire dati sbagliati. Bisognerebbe perciò di buona norma aumentare di uno stop l'esposizione in scene dominate dal bianco, al contrario sottoesporre in scene dominate dal nero. In caso contario al posto del bianco e del nero si otterrebbero solamente dei grigi medi.

Tradizionalmente i soggetti che si prestano di più per questo tipo di fotografia sono i paesaggi. Ansel Adams, uno dei maestri della fotografia del '900 ha mostrato al mondo intero come con il bianco e nero si potesse rendere con efficacia la maestosità della natura (qui sotto alcune sue foto).



Dalle opere di Adams si può trarre un importante insegnamento: per non ottenere un'immagine piatta è fondamentale estendere al massimo la gamma di tonalità tra il bianco e il nero abbinata ad un'altrettanto estesa profondità di campo.
Anche i ritratti possono però trarre vantaggi grazie al bianco e al nero che in questo caso tendono a nascondere qualche piccolo difetto o imperfezione della pelle, così come però possono aiutare a marcare alcuni tratti come le rughe a seconda di quello che si vuole ottenere.



In definitiva si può dire che la fotografia in bianco e nero è un potente mezzo espressivo in grado di concentrare l’attenzione non sui colori, ma sui contenuti (composizione, forme, volumi) dell’immagine. Come disse il noto fotografo Feininger, famoso per le sue foto in bianco e nero di Manhattan: “Per decidere se un determinato soggetto debba essere fotografato in bianco e nero o a colori, l’elemento fondamentale è la scelta tra una resa astratta e una realistica. Quale delle due forme è più adatta a porre in risalto le caratteristiche del soggetto? Quale eserciterà l’effetto più intenso su chi guarderà la fotografia? Quale darà un’immagine migliore?”

mercoledì 8 settembre 2010

Come leggere l'istogramma

Ogni Reflex digitale dà la possibilità di vedere l'istogramma di luminosità di una foto. Vediamo come leggere e interpretare questo grafico.


L'asse orrizzontale rappresenta la luminosità. Va da un valore di 0 ( nero puro) a un valore di 255 (bianco puro), mentre l'asse verticale indica la quantità di pixel con determinate luminosità.

Per imparare a leggere l'istogramma bisogna prima di tutto ricordarsi che questo deve corrispondere al soggetto.
Se per esempio il soggetto è prevalentemente chiaro, l'istogramma dovrà tendere nell'area destra. In questo caso si ha quindi una foto ben esposta.
Lo stesso se si sta fotografando un soggetto scuro, l'istogramma deve tendere nell'area di sinistra; nel caso di un soggetto con toni medi sarà posizionato nell'area centrale del grafico.

Bisogna però stare attenti ad una cosa, infatti anche se si sta fotografando un soggetto molto chiaro o molto scuro, l'istogramma non dovrebbe quasi mai toccare (in seguito vedremo dove questo è permesso) i bordi del grafico.

Ecco di seguito alcuni esempi per comprendere meglio l'uso dell'istogramma.





In questo caso abbiamo una foto esposta correttamente. Infatti come si può notare il soggetto è composto principalmente da toni medi e l'istogramma è quasi centrato come dovrebbe ed inoltre pur avvicinandosi ad entrambe le estremità non ne tocca nessuna.



Questo scatto invece è completamente sovraesposto. Infatti come si nota le aree con alte luci sono diventate completamente bianche andando a perdere ogni dettaglio. L'istogramma in questo caso va a toccare il lato destro andando a indicare perdite di informazioni e quindi di dettaglio.



In questo caso come si può notare, l'istogramma ha molto spazio vuoto su entrambi i lati. Questo sta a significare che nella foto c'è poco contrastro. Correggere questa foto con Photoshop è molto semplice, basta spostare entrambi gli estremi dell'istogramma ai bordi del grafico in modo da aumentarne il contrasto.






Queste due foto sono il classico esempio di come l'esposizione risulti corretta nonostante l'istogramma sfori nella parte sinistra (nero puro). Infatti nel primo caso il nero assoluto è dato dalla sagoma della palma mentre nella seconda foto dallo sfondo particolarmente scuro. Anche in questo caso non vi è un errore di esposizione perchè il soggetto ,cioè la parte che a noi interessa veramente, è ben esposta.


Anche se questo istogramma sembra sforare verso l'alto, in realtà non è un errore di esposizione. Il picco è solamente troppo alto per essere mostrato per intero e quindi viene tagliato dalla macchina. Picchi così alti stanno solo ad indicare che c'è un determinato livello di luminosità all'interno della foto, non che questa sia sovraesposta.


Questo invece è un esempio di foto sottoesposta. Infatti si può notare come l'istogramma sia tagliato all'estrema sinistra. In questo caso i soggetti, cioè il bruco e la foglia, erano composti da toni intermedi mentre nella foto risultano scuri o addirittura neri.
In definitiva conoscere l'istogramma è molto utile sia in fase di scatto, infatti in casi di esposizione scorretta basta provare ad alzare o abbassare di uno stop, sia in fase di post produzione, dato che con l'uso di particolari programmi risulta facile in alcuni casi sistemare al meglio i nostri scatti.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 3 agosto 2010

Pose lunghe


In questo articolo parleremo di una soluzione creativa che prevede l'uso di tempi di esposizione lunghi. Per fare questi tipi di riprese si deve impostare la macchina in modalità priorità dei tempi con un basso valore di ISO in modo che impostando tempi lunghi la fotocamera dovrà configurare un diaframma molto chiuso.

Ora basta sfruttare un ottica zoom per trasformare ad esempio un paesaggio notturno di una città poco interessante in uno scatto di sicuro effetto.

Con la fotocamera tenuta a mano libera, oppure fissata su un cavalletto, durante la ripresa si deve ruotare la ghiera dello zoom dell'obbiettivo.
Più è veloce il tempo di otturazione più si deve ruotare velocemente la ghiera dell'obbiettivo, mentre quando la macchina è fissata su un cavalletto e si impostano tempi lunghi, la rotazione della ghiera dovrà essere particolarmente lenta.

In questo modo nell'immagine si otterranno ,dai punti luce presenti nell'inquadratura ,delle strisciate luminose convergenti al centro del fotogramma che oltre a dinamizzare l'immagine permette di esaltare il soggetto al centro della foto.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 13 luglio 2010

" Sunny 16 "


Chi ha iniziato a fotografare in pellicola forse ricorderà la vecchia regola riportata su alcune scatole contenenti i rullini e che viene comunemente indicata come " Sunny 16 ", in sostanza la regola empirica dice che per esporre correttamente un soggetto in pieno sole dovremo impostare il diaframma ad f/16 ed usare come tempo di scatto il reciproco intero della sensibilità ISO che stiamo usando. Ad esempio se stiamo usando un ISO 100 imposteremo il tempo di scatto il più vicino possibile a 1/100, con un ISO 200 a 1/200 e così via.

Nulla vieta però di usare qualsiasi coppia equivalente diaframma/tempo che offre la stessa esposizione.

Per cui chiudendo di uno stop il tempo di scatto si dovrà aprire di uno stop il diaframma.


Con l'avvicinarsi del tramonto sarà buon accorgimento compensare di uno stop quindi aprire il diaframma a f/8 trovando la corretta esposizione.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

Ti potrebbero anche interessare

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...