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lunedì 17 settembre 2012

Germania: qualche esempio da seguire


Eccomi! Sono di nuovo in Italia!


I due mesi passati in Germania non sono stati niente male, anche se adattarsi alla vita in un altro Paese non è mai del tutto semplice... La Germania è sicuramente il Paese europeo che dà il buon esempio in molti ambiti, anche se questo non vuol dire che non abbiano difetti. Ne avrei da parlare per ore, ma in questo post non ho intenzione di dilungarmi in merito, voglio piuttosto concentrarmi su alcuni "punti a loro favore" che non ho potuto che apprezzare infinitamente e che sono in qualche modo pertinenti con i temi di questo blog.

Andiamo per punti...

  • Trasporti
In Germania si fa largo uso della bicicletta, o almeno, per quanto ho potuto constatare io, se ne fa molto più che a Milano e provincia. La bicicletta è un mezzo di trasporto considerato quasi al pari di un'automobile ed i ciclisti hanno sempre a loro disposizione una corsia apposita, segnalata, che può trovarsi o sul marciapiede o sul lato della carreggiata. Le corsie per i ciclisti non devono essere invase dalle auto o dai pedoni, proprio per facilitare il trasporto su bici. Ovviamente, da bravi tedeschi, tutti rispettano questa regola, perciò muoversi in bicicletta in Germania è pratico e sicuro, di certo non è un'esperienza traumatica come può essere invece in qualsiasi grande o piccola città italiana.
Non è quindi difficile vedere studenti, mamme con bambini, businessmen o impiegati che si spostano da un posto all'altro usando la bicicletta al posto dell'auto. Moltissimi utilizzano addirittura delle biciclette alle quali viene attaccato un carrellino, che serve per trasportare oggetti ingombranti, come la spesa, le bottiglie d'acqua, merce in scatola. Che invidia!
Non mi sono stupita quindi di aver riscontrato che le città sono complessivamente meno caotiche rispetto a quelle italiane.

Un altro punto a loro favore riguarda i mezzi pubblici. Come era prevedibile, i mezzi pubblici sono efficienti, puliti, puntuali, regolari, controllati, sicuri, capillari, aggiornati (sul sito delle ferrovie tedesche, sono sempre segnalati i ritardi dei treni, il motivo e il mezzo sostitutivo messo a disposizione!), integrati (un unico biglietto per il bus nell'hinterland può valere anche per le ferrovie regionali o per la metropolitana cittadina ecc...). Ma ciò che ovviamente salta all'occhio anche in questo caso è l'uso: i mezzi pubblici sono praticamente popolati da ogni strato della popolazione e in qualsiasi orario. Negli orari notturni ad esempio sui treni regionali erano sempre presenti dei controllori/addetti alla sicurezza (io li ho interpretati così!) che in qualche modo garantivano che tutto filasse liscio. Ovviamente all'una di notte anche lì si trovava spesso l'ubriaco di turno che sbraitava frasi senza senso sbiascicando, ma questo credo accada un po' ovunque nel mondo! La cosa importante è che non era solo quello il genere di persone che si poteva incontrare. I mezzi pubblici rappresentano quindi la seconda possibilità che le persone hanno per muoversi in modo efficiente senza dover ricorrere alla macchina.

Un'altra grandissima FIGATA PAZZESCA è la Mitfahrgelegenheit, che si può tradurre più o meno con "l'opportunità di viaggiare insieme". Il sito su cui appoggiarsi per viaggiare con la Mitfahrgelegenheit è appunto www.mitfahrgelegenheit.de. Si scrive il luogo di partenza, quello di arrivo, l'orario di partenza e si trovano offerte di ogni genere per viaggiare con più persone con lo scopo di risparmiare. Si tratta fondamentalmente del cosiddetto Carpooling, con la differenza che in questo caso spesso c'è la possibilità di viaggiare anche in treno con biglietti particolari, grazie ai quali in più si viaggia, più si risparmia. Per chi fosse particolarmente diffidente, ci sono molte donne che viaggiano solo con altre donne e ciò viene specificato nell'offerta di viaggio. E' un metodo molto usato, ovviamente sulle tratte più lunghe. Io ne ho fatto uso più volte e mi sono sempre trovata splendidamente, risparmiando sempre oltre il 50%!!
Presa dall'entusiasmo per questa grandiosa scoperta, Michele ed io ci abbiamo già provato in Italia, ma ancora nulla da fare... Per ora non ha funzionato, credo che sia un'opportunità ampiamente ignorata, perciò colgo l'occasione per segnalare alcuni siti italiani per il Carpooling:
- Blablacar.it
- Carpooling.it
- Roadsharing.com

  • Ambiente e rifiuti
La città tedesche sono tutto sommato discretamente pulite. Vi è un grande rispetto per le regole, il che significa che le persone che deturpano o sporcano il territorio sono mal sopportate dalla società. Un fatto esemplare mi è successo una mattina in cui stavo portando a spasso uno dei due cani di cui mi occupavo, un dobermann di 7 mesi, che ovviamente mordicchiava, stracciava e dilaniava tutto ciò che trovava a portata di fauci. Dopo aver afferrato un pezzo di polistirolo abbandonato al bordo di un campo, lo ha ridotto in mille pezzettini, spargendolo qua e là per qualche metro. Un ciclista che passava di lì si è fermato per dirmi che avrei dovuto badare meglio al cane e che ormai il danno era fatto, che la prossima volta dovevo evitare tale scempio. Mi sono chiesta se un fatto del genere avrebbe scatenato la stessa reazione anche in Italia... Forse i tedeschi sono un po' rigidi, ma in quel momento è stato bello vedere che una persona comune si preoccupasse tanto per l'ambiente in cui vive.

Un'altra trovata geniale è il Pfand (letteralmente, "deposito", "pegno"). Il Pfand consiste nella possibilità di rendere le bottiglie di acqua, birra, oli, bibite e vino ai negozi, supermercati, discount, bar o pub che si preoccuperanno poi del riciclo delle stesse. Ovviamente, siccome i tedeschi sanno bene che nessuno fa niente per niente, hanno pensato bene di ricompensare questa azione. Ad esempio in tutti i pub una birra costa circa 2 euro; se però si riporta la bottiglia vuota al bancone vengono restituiti 1 euro o 50 centesimi. Lo stesso avviene nei supermercati, dove si introducono le bottiglie vuote in una macchina che riconosce il codice del Pfand stampato su ogni bottiglia ed emette infine uno scontrino con l'importo relativo. Questa somma viene poi restituita in contanti o scalata dal totale della spesa. Questa invenzione ha generato un fenomeno molto particolare. E' facile infatti vedere persone povere o senzatetto che raccolgono le bottiglie che trovano per strada o nei parchi per poterle restituire e guadagnare qualcosa. Alcune persone addirittura donano le proprie bottiglie ai senzatetto affinchè questi possano restituirle. E' un risvolto bizzarro, ma funziona e i tedeschi vi sono perfettamente abituati. Permette di riciclare plastica e vetro, mantiene le strade pulite e permette di aiutare per quanto possibile i meno fortunati. Diventa quindi interesse di tutti riciclare il più possibile.

Cartello trovato in un bosco, recita: "Vivere il bosco, capire la natura".
  • Cosmesi
Sono molto comuni in Germania negozi grandi quasi come supermercati che vendono prodotti per l'igiene personale e della casa. La catena di cui mi sono innamorata io è Rossmann. Oltre alle solite marche note di cosmesi, hanno alcune linee abbastanza verdi, ma la marca che mi ha stupito di più è la Alterra. Questa marca è proprietà di Rossmann, perciò si trova solo lì e, ahimè, non spediscono all'estero :( Produce creme corpo, viso e mani, struccanti, salviettine, bagnodoccia, saponette, saponi liquidi, oli da massaggio, shampoo, balsami, makeup. Non sono un'esperta di formulazioni, ma a occhio e croce questi prodotti sono veramente buoni. Molti degli ingredienti sono anche di origine biologica, quindi un ulteriore punto a loro favore. In più, oltre all'Inci nella sua forma classica, è sempre stampata sulla confezione una "traduzione" dell'Inci; ad esempio quindi il "cetearyl alcohol" viene riportato come "emulsionante di origine vegetale". Infine sono in tutto e per tutto cosmetici convenientissimi: gli shampoo da 250 ml costano € 1,99, le creme viso costano € 3,25 per 50 ml. Insomma, un affare! Unica pecca a mio dire è la presenza dell'alcohol in alta posizione in molti dei loro prodotti. E' una caratteristica tipica nella cosmesi tedesca, che utilizza grandi quantità di alcohol come conservante piuttosto che optare per qualche goccia di conservanti come il benzyl alcohol. L'effetto è che nel lungo periodo grandi quantità di alcohol possono seccare la pelle. A breve comunque pubblicherò un post sui prodotti Alterra, con tanto di Inci e mio parere d'uso.
In Germania è ovviamente molto più semplice trovare prodotti che in Italia siamo costretti ad ordinare via Internet. Mi riferisco alle varie grandi marche naturali, come Dr.Hauschka, Logona, Lavera, Weleda, Sante Naturkosmetik, Neobio... Alcuni si possono trovare addirittura al supermercato o nei negozi come Rossmann, altrimenti esistono negozi più specifici che vendono solo cosmetici naturali (uno abbastanza conosciuto è "Logona and Friends") o nei negozietti biologici.

Credo di aver detto tutto quello che mi è saltato all'occhio. Dalla mia esperienza in Germania ho capito che i tedeschi non sono necessariamente migliori di noi come persone. La grande differenza deriva dal fatto che lo Stato mette a disposizione misure che in qualche modo obbligano o spingono la popolazione a comportarsi in maniera quanto più eco-compatibile possibile.

mercoledì 14 marzo 2012

Presa Diretta - Fukushima Italia

Partendo dalla tragedia di Fukushima, questa puntata di presa diretta tratta il tema delle energie rinnovabili, sulla situazione italiana e sulla nostra mancanza di un piano nazionale per l'energia.

Cliccate su questo link per guardare questa puntata estremamente interessante, buona visione...

venerdì 10 febbraio 2012

"Che tempo che farà" con Luca Mercalli

Oggi ho partecipato a un incontro presso la mia Università, la Statale di Milano, organizzato dagli studenti stessi e riguardante il futuro della Terra.
Oltre ai docenti presenti (Claudio Smiraglia, professore di Geografia fisica e Geomorfologia; Gabriele Caiati, professore di Economia ambientale; Claudia Sorlini, professoressa di Microbiologia agraria), lo "special guest" :) del dibattito è stato Luca Mercalli, meteorologo e climatologo, già noto ai più per le sue apparizioni settimanali alla trasmissione "Che tempo che fa" e per i suoi articoli su vari giornali e quotidiani, tra cui La Stampa.
In questo post farò un sunto di quanto è emerso di significativo nell'incontro.

Mercalli inizia il dibattito partendo dal suo ultimo libro pubblicato, "Prepariamoci". Non è un semplice vademecum contenente dogmi e regole a cui attenersi rigidamente e ciecamente, spiega l'autore, perchè di libri così ne esistono già a bizzeffe. Non si sarebbe mai sognato di scrivere un libro del genere, se non avesse prima provato a realizzare lui stesso le soluzioni ai problemi di cui parliamo oggigiorno. Nel libro infatti dimostra che tutti gli avvenimenti che ci circondano hanno un comune denominatore e le stesse matrici, e solo dopo che il lettore ha capito il meccanismo, l'autore racconta le sue scelte eco-compatibili.

Partendo da una parola molto in voga negli ultimi tempi, la "crescita economica", divinità venerata da economisti, industriali e politici, Mercalli rivolge al professor Caiati delle domande che forse già molti di noi si pongono da un po': perchè l'economia continua a negare che il mondo è fisicamente finito? Perchè non ammette che esso non può continuare a essere sfruttato nei modi che conosciamo con il mero scopo della crescita? Perchè l'economia continua a perseguire la crescita e non ammette che quest'ultima non può essere infinita?

La risposta del docente è talmente deprimente da far pensare che l'homo sapiens sapiens forse non meriti del tutto questo epiteto: gli economisti hanno ignorato la limitatezza delle risorse terrestri fino agli anni '80 perchè la maggior parte dei beni ambientali, non passando per il mercato, sono considerati senza valore, invisibili, di fatto inutili. Un pensiero così banale e avventato da far gelare il sangue nelle vene se si pensa all'influenza che l'economia e gli economisti hanno sulle scelte politiche dei Paesi.
E' ovvio infatti che senza beni e risorse ambientali non può esserci vita.
La crescita, afferma Caiati, è ancora possibile, a patto che venga cambiato il nostro sistema di crescita e di vita. In pratica, l'economia deve smaterializzarsi, deve quindi tutelare e proteggere l'ambiente.
Infine, non meno scontato, questo cambiamento bisogna volerlo. Il passaggio da un tipo autodistruttivo di crescita ad uno sano richiede grandi costi adesso, ma provocherebbe un guadagno enorme in termini di ambiente. Siccome però la maggior parte di noi sembra non voler rinunciare a nulla adesso per guadagnare in futuro, ecco che allora questo passaggio non avviene mai. Siamo di fatto una razza con poca memoria storica e che vive nel contingente, come afferma il professor Smiraglia.

Mercalli sottoscrive in toto e afferma che a partire dalla Rivoluzione industriale ci siamo ritrovati a essere prigionieri del dogma della crescita, tanto che al giorno d'oggi sembra più difficile cambiare questa legge piuttosto che quelle fisiche e della natura, che sono nate prima di noi e che di certo non risparmiano niente e nessuno.
Senza contare poi che la crescita di cui parlano i nostri politici è una crescita che riguarda solo noi, già benestanti e privilegiati e che corrispondiamo a 1/3 di tutta la popolazione mondiale.
Siamo persuasi che il fine dell'uomo sia il lavoro e siamo schiavi della competitività. Siamo sicuri che all'aumentare del nostro reddito, aumenti anche il nostro livello di soddisfazione, la nostra felicità?



Un manager e intellettuale italiano di grande successo che aveva già riflettutto su tutto ciò negli anni '70, con un incredibile anticipo, fu Aurelio Peccei (1908-1984).
Peccei considera la storia dell'uomo. Centinaia di migliaia di anni caratterizzati da nomadismo, caccia e raccolta, 10.000 anni di agricoltura, l'economia fino all'800 si è sempre evoluta in modo piuttosto lento. Il '900, e in particolar modo la seconda metà in cui si trova a riflettere Peccei, sono invece contraddistinte da una esplosione della crescita demografica e da una crescita economica basata sullo sfruttamento di risorse esauribili. Questo è asimmetrico rispetto alla nostra storia, non può che trattarsi di un periodo molto breve perchè nel 21° secolo i limiti fisici metteranno dei freni a questo sistema. A conti fatti, la scarsità delle risorse sarà il vero grande buco nero che minaccerà l'umanità nel giro di qualche decennio.
Questa tesi logica fu ben accolta negli anni '70, soprattutto perchè la crisi petrolifera del 1973 aveva costretto a ridurre i consumi e portato a una battuta d'arresto dello sfruttamento selvaggio del petrolio.
Tutto cambiò qualche anno più tardi, quando l'Arabia Saudita immise sul mercato le sue smisurate quantità di petrolio. Si diffuse un atteggiamento di fiducia nelle riserve disponibili di petrolio e nelle scoperte scientifiche, che a tempo debito avrebbero fornito la soluzione per sopravvivere in un futuro lontano privo del prezioso oro nero. Le avanguardistiche ricerche di Peccei furono quindi offuscate e caddero nel dimenticatoio. Fu così che gli umani persero altri 10 anni utili per poter arrivare un po' più preparati a questo momento drammatico.

Attualmente stiamo utilizzando il 135% delle risorse della Terra, viviamo a credito togliendo risorse alle generazioni future. Il nostro sfruttamento è equivalente a quello di una Terra + un altro terzo di Terra!
Stiamo vivendo oltre i nostri limiti e mezzi, ma non mostriamo molta fretta di voler cambiare le cose. Il problema, secondo il professor Smiraglia, è di tipo antropologico: non vogliamo sentirci dire che tra non molto tempo dovremo far fronte a un problema enorme.

Che cosa fare per sciogliere questo nodo psicologico? Dobbiamo riuscire ad aumentare la sensibilità ambientale che è quel fattore che determina la domanda di qualità ambientale. Una maggiore e diffusa sensibilità ambientale, da un lato, esercita una pressione politica, necessaria affinchè vengano prese decisioni politiche efficaci dal punto di vista ambientale, dall'altro spinge le imprese ad optare per soluzioni eco-compatibili.

Concludendo, Mercalli spiega quali punti secondo il suo parere possono portare a un nuovo metodo non basato sulla crescita fine a se stessa:
  • una popolazione stabilizzata attraverso metodi culturali e non coercitivi (un esempio che funzionò per lungo tempo fu quello della popolazione alpina dei Walser, che nel passato ritardavano di proposito l'età del matrimonio per diminuire il numero di figli per coppia);
  • l'abbattimento del superfluo e del consumo smodato nei paesi ricchi;
  • l'introduzione della tecnologia più avanzata nei paesi in via di sviluppo e in quelli emergenti, per non costringerli a ricalcare le orme della rivoluzione industriale europea con tutti gli errori del caso e a condannarli ad essere costantemente in una condizione di arretratezza;
  • lo sforzo da parte dei paesi emergenti a non imitare i cattivi modelli provenienti dal mondo ricco (ad esempio la cementificazione selvaggia).

Perchè tutto possa cambiare ci vuole conoscenza, impegno di ogni singolo abitante e impegno politico. Dobbiamo capire che i vincoli fisici "sono lì che ci guardano, sono enormi e se ne fregano delle nostre disquisizioni socio-politiche. Serve fantasia, un po' di utopia e urgenza".

venerdì 30 dicembre 2011

Forum "Compro & Spignatto"

Segnalo un forum nato da poco (giugno 2011) che si chiama "Compro & Spignatto" e si trova a questo indirizzo:

comproespignatto.mondoweb.net



E' un sito molto utile e funzionale il cui scopo è quello di radunare persone che spignattano o che comunque hanno bisogno di ingredienti cosmetici e vogliono evitare le spese di spedizione. Vengono organizzati quindi ordini collettivi, ma è doveroso rispettare le regole affinchè tutto fili liscio per ogni utente.

Se siete anche solo dei piccoli spignattatori, dateci un'occhiata!

venerdì 24 giugno 2011

The Weather Makers - I signori del clima

Titolo: The Weather Makers (versione inglese). I signori del clima (versione italiana)

Autore: Tim Flannery

Trama: Come funziona il sistema Terra? Perchè si sono susseguite ere bollenti ad ere gelide? Perchè avvengono le estinzioni? Quando l'uomo ha iniziato a fare la sua parte? Come funzionano esattamente i gas serra? Che cosa sta facendo la comunità internazionale per prevenire un futuro catastrofico?
Tim Flannery è uno scienziato e zoologo australiano di fama mondiale. In questo libro spiega come il clima terrestre sia determinato da una molteplicità di fattori, perlopiù fisici. Nei secoli tuttavia l'impatto dell'uomo sulla Terra è cresciuto in modo esponenziale, di pari passo all'aumento della popolazione mondiale. Quanto questo potere ci sia sfuggito di mano è reso chiaro nelle parole semplici ma d'effetto che lo scienziato usa per mostrare una grande verità che vuole essere sottaciuta.

Parere personale: in quest'opera divulgativa, l'autore riesce perfettamente a dare spiegazioni scientifiche con la chiarezza necessaria a un profano della materia, fornendo nella parte iniziale un excursus geologico che pone le basi per capire perchè i cambiamenti climatici meritino tanta attenzione.

E' un libro-rivelazione, che deve essere letto se veramente vogliamo arrivare al cuore del problema che affliggerà la Terra (e quindi anche noi) a partire dal XXI secolo. Leggerlo significa fare i conti con la nostra coscienza, individuale e di massa, significa aprire finalmente gli occhi su tante questioni che sappiamo esistere, ma che per paura o viltà non vogliamo conoscere.

Una parte agghiacciante è dedicata alle azioni, più o meno legali, compiute dalle lobby di combustibili fossili: riescono per esempio a tacere i preoccupanti risultati di ricerche scientifiche a volte addirittura svolte per conto di governi o enti governativi. Uomini abietti appartenenti a questi potenti gruppi sono infiltrati in importanti istituzioni statali: l'autore principalmente guarda al governo americano e a quello australiano. Non è un caso che questi due Paesi siano tra i principali produttori di combustibili fossili e di gas serra e che ciononostante siano gli unici due Paesi tra quelli occidentali a non aver nemmeno aderito al protocollo di Kyoto.

E' in tutto e per tutto un libro che cambia la nostra prospettiva verso un tema, quello della preservazione dell'ambiente e dei cambiamenti climatici, che non può più essere considerato solo appannaggio di ricercatori e scienziati.

Consigliato: sì

Voto: 9

Nota: per chi volesse cimentarsi, il libro è ben leggibile e chiaro anche in inglese. Con un piccolo vocabolario alla mano non richiede veramente grandi sforzi. :)

giovedì 23 giugno 2011

Forum "La coppetta mestruale"

Abbiamo già conosciuto la Mooncup, in Italia probabilmente la coppetta mestruale più conosciuta e venduta. Ne abbiamo già parlato qui.

Il mondo delle coppette mestruali però non si limita a questa unica marca, ne esistono di tanti tipi e modelli e quando talvolta una singola coppetta può dare dei problemi si può ricorrere ad altre, che hanno forme e grandezze diverse.

Da qualche mese è nato un forum molto utile e molto interessante. Si tratta di La coppetta mestruale e ovviamente potete già intuire di cosa si tratta.
E' un forum che si rivolge a tutte le donne, a chi già usa una coppetta mestruale, a chi non l'ha ancora comprata e a chi è ancora dubbiosa e incerta.
E' sicuramente il posto migliore dove poter discutere liberamente dei propri problemi legati al ciclo o all'uso degli assorbenti o delle coppette. Di certo verrete ascoltate e riceverete dei consigli sinceri da chi già usa una o più coppette e che magari ha avuto gli stessi vostri dubbi e problemi.

Per chi ancora brancola nel buio è molto pratica la sezione Come acquistare la coppetta che spiega dove le coppette sono reperibili.

Vale proprio la pena di farci un giretto!

sabato 2 aprile 2011

La nostra ora della Terra

Ora della Terra 2011, noi c'eravamo! Abbiamo partecipato e abbiamo spento luci e corrente...
Abbiamo acceso qualche candela per illuminare e cenato al buio.

Speriamo che il messaggio sia arrivato e che tutti abbiano capito che di Terra ce n'è una sola!...


mercoledì 9 marzo 2011

L'ora della TERRA

-Segnalatoci da Marco Spigolon-

Sabato 26 marzo 2011 dalle ore 20:30 alle ore 21:30
c'è l'ORA DELLA TERRA

Cos'è l'ora della terra?

Sono 60 minuti in cui TUTTI MA PROPRIO TUTTI QUELLI CHE ABITANO SU QUESTO PIANETA SONO INVITATI A SPEGNERE LE LUCI, COMPUTER, TV... dalle ore 20:30 alle 21:30.

Un gesto simbolico in cui milioni di persone in tutto il mondo testimoniano il loro impegno nella lotta contro i cambiamenti climatici e rivendicano un futuro più sostenibile.
L’ultima edizione dell’Ora della Terra ha visto milioni di persone in oltre 4.000 città di 128 paesi aderire all’iniziativa spegnendo le luci per un’ora intera.
A Roma ad esempio hanno spento tutti i monumenti, dal Colosseo, a Piazza San Pietro.

Earth Hour è un impegno che non si limita al solo spegnimento della luce, ma alla scelta di uno stile di vita quotidiano all’insegna del risparmio energetico nel pieno rispetto del nostro pianeta.
La Tana Dei Lupi chiaramente parteciperà spegnendo tutto!!!!



Se vuoi partecipare anche tu vai su http://www.wwf.it/oradellaterra

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 8 gennaio 2011

Mooncup - parola di vagina

Che cos'è la Mooncup?
E' una coppetta mestruale in silicone anallergico. Viene inserita nella vagina e invece di assorbire il flusso mestruale, lo raccoglie. Non è usa e getta: si riutilizza ciclo dopo ciclo.

Come si inserisce la Mooncup?
E' decisamente più difficile a dirsi che a farsi.
La Mooncup appare piuttosto grande e la reazione comune che si ha di fronte alla coppa è "Oddio, ma è gigantesca!"... Tuttavia, una volta piegata è molto semplice da inserire e, una volta presa la mano, è un gioco da ragazze! :)
Ad ogni modo il video mostra in modo molto chiaro le due tecniche per l'inserimento.
Per estrarre la coppa risulta più comodo accovacciarsi un pochino e "spingere" verso l'esterno con i muscoli vaginali. Chi trova questa operazione piuttosto ostica, può cimentarsi con
gli esercizi di Kegel.










Come funziona la Mooncup?
Una volta inserita correttamente, la coppa si schiude e crea un'area sottovuoto grazie al bordo arrotondato e ai forellini sui lati. Il flusso mestruale viene completamente raccolto al suo interno, quindi non ci sono rischi di perdite.
All'inizio e al termine di ogni ciclo bisogna sterilizzarla in acqua bollente.
Il gambo serve per estrarre più facilmente la coppa, ma deve essere accorciato nel caso fuoriesca dalla vagina.
La coppa deve essere svuotata ogni 4-8 ore, va sciacquata con acqua corrente o pulita con della carta igienica. Poi può essere reinserita.
La coppa è graduata, come un misurino. Vi renderete conto di perdere molto meno sangue di quanto non avreste mai immaginato!

Che cosa si sente?
Niente! Dolori mestruali permettendo, non è raro dimenticare di avere il ciclo.
Questo avviene perchè la Mooncup aderisce perfettamente alle pareti vaginali, la sua flessibilità e morbidezza le permettono di seguirne tutti i movimenti.
Insomma, sarete pronte anche voi a canticchiare allegramente "Libera e felice come una farfalla!" mentre fate una spaccata al corso di aerobica! ;)

Perchè comprare la Mooncup?
  • Per la tua salute: la coppa non dà origine a secchezza vaginale e irritazioni (occhio al gambo, che non deve mai fuoriuscire!) perchè non altera la flora batterica e il grado di umidità vaginali. Al contrario, il cotone dei tamponi interni è il luogo ideale per la proliferazione di batteri.

  • Per l'ambiente: utilizzare la coppa significa rinunciare all'ennesimo prodotto usa-e-getta ed evitare così di creare una grande quantità di rifiuti, difficili da smaltire (a causa dell'imballaggio di plastica, degli applicatori e degli adesivi).

  • Per le tue spese: si spende circa €30 e poi per 10 anni non se ne riparla più!

Dove comprare la Mooncup e quanto costa?
La coppa si trova sul sito
La bottega della luna e costa €29 + spese di spedizione.
La si trova anche nei punti vendita Naturasì e B'io a circa €36, ma ultimamente si trova anche in altri negozi biologici ben forniti. (Per le milanesi, io l'ho vista all'Euroverdebio di Carugate).
Può essere richiesta in farmacia.

Note e curiosità sulla Mooncup
La coppa viene prodotta in Inghilterra in un'azienda gestita da sole donne.
Il libretto delle istruzioni nella confezione spiega molto chiaramente come funziona e come inserire la coppa.
Una Mooncup ben conservata dura fino a 10 anni.
Esistono due misure di mooncup: la A è per le donne che hanno superato i 30 anni o che hanno avuto figli; la B è per le donne fino ai 30 anni e che non hanno avuto figli.
La Mooncup è particolarmente apprezzata da chi pratica degli sport, anche in acqua. Essendo completamente all'interno, non entra in contatto con l'acqua e non rischia di far proliferare i batteri.
C'è chi, adottando uno stile di vita 100% ecologico, svuota la Mooncup nella terra in cui sono piantati i fiori ottenendo ottimi risultati! :)

Link utili
Qui la discussione sul forum di Saicosatispalmi, mentre qui c'è una specie di vademecum della Mooncup, un resoconto delle varie esperienze e dei trucchetti delle donne che usano la Mooncup.
Qui invece un vero e proprio racconto spassosissimo sulla Mooncup, che spiega minuziosamente l'approccio di una donna alla coppa, con tanto di disastri iniziali, impressioni nei dettagli e consigli pratici.
Qui un forum tutto italiano dedicato al mondo delle coppette mestruali.











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lunedì 29 novembre 2010

La mia surreale visita alla Fitocose


Venerdì scorso sono andata in visita alla Fitocose, la conosciutissima azienda di cosmesi biologica che ha sede nel milanese.

I motivi per i quali mi sono spinta "a tanto" sono diversi...

Innanzitutto, quando mi è possibile, mi piace parlare con chi produce i prodotti che compro, che si parli di un cosmetico o di un fermacapelli.
In secondo luogo, volevo parlare con qualcuno che fosse competente, che mi sapesse aiutare nella scelta dei cosmetici, anche perchè purtroppo tempo fa ho manifestato una forte reazione allergica ad alcune creme di Fitocose.

Una volta spiegate queste motivazioni, le impiegate di Fitocose mi hanno detto che in tale caso allora sarebbe stato meglio attendere qualche minuto, di modo che si liberasse "il Dottore".
Un uomo tranquillo e serafico dialogava con un signore, seduto dietro la sua scrivania. Indossava degli occhiali da sole e sembrava sedere sulla poltrona solo perchè la situazione lo richiedeva. Visto da una certa distanza, sembrava volesse smettere di parlare e tornare al più presto a creare, inventare, sfornare cosmetici sempre più naturali, sempre più soddisfacenti.

O forse questa era semplicemente la mia immaginazione che volava di fronte a una persona che nella mia coscienza di neofita dell'eco-bio ha quasi raggiunto lo status di figura mitologica.
Prego, si accomodi.

"Buongiorno, Dottor Pietro Porto".
"B-b-buongiorno, Lucia Cereda. Che.. Che emozione conoscerla".
Sorride. "Addirittura?".
Sì, addirittura. Mi sentivo come una quattordicenne che parla a quattrocchi con un Finley.

Una volta rotto il ghiaccio e ripreso il normale battito cardiaco di un essere umano, inizio a parlare ininterrottamente. Un fiume in piena.
Gli spiego le ragioni della mia visita e questo è quanto di interessante ne ho evinto...

1) Gli ingredienti più probabilmente imputabili della mia allergia possono essere le profumazioni (date dagli oli essenziali) o i conservanti.
Mi spiega che stanno sostituendo i conservanti che erano soliti usare con un altro tipo che gli "facilita di molto la vita".
D'altra parte, lo informo che non credo che la mia allergia sia dovuta alle profumazioni, perchè ho usato altri prodotti Fitocose profumati, tra cui un'acqua di profumo, che non mi ha dato affatto problemi. Mi sconsiglia in ogni caso di utilizzare i loro prodotti eccessivamente ricchi di oli essenziali. Depenno quindi il bagno d'alghe che avevo intenzione di comprare.

2) Sempre per scongiurare un'altra possibile reazione allergica, per quanto riguarda i deodoranti, mi consiglia quello neutro, che non contiene profumazioni e che in effetti funziona e non irrita per niente la mia pelle. Me ne ha dato un campioncino e mi ha chiesto di informarlo, tramite e-mail, sulle mie reazioni "perchè è molto importante saperlo". Che emozione, sono la sua cavia!

3) Mi ha sconsigliato l'uso della miracolosa crema corpo all'acido glicolico, perchè sarei potuta essere allergica ai conservanti, quindi abbiamo optato per il gel a base di questo acido e mi ha consigliato di "andarci piano", in quanto in questa formulazione il glicolico è presente al 20%.
Oltre a un litro di olio di mandorle dolci (è molto economico, solo 19 euro), volevo comprare anche una confezione di olio di monoi, dato che non l'ho mai provato e per ora è quello che ho trovato al prezzo migliore. "Secondo lei, potrei utilizzarlo per fare il sapone?"...
Michele sghignazza alle mie spalle, il Dottore non trattiene un sorrisino di pietà e lì capisco che sto parlando del mio stupido-non-ancora-nato-sapone a "The formulatorest", il formulatore dei formulatori.
"Bè, se proprio vuole provare a divertirsi...".

La nostra conversazione si conclude così, io sudata per l'emozione, lui invece pacifico come un monaco tibetano torna alle sue formule magiche sul computer. Pago. Esco.



Piccole note non trascurabili

L'ingresso dell'azienda dà immediatamente segnali inequivocabili su quello che ci si accinge a scoprire all'interno, e questo a maggior ragione se si tratta dell'anonimo capannone inserito in un maxi complesso di ditte a formare un vero e proprio villaggio industriale nella piatta periferia milanese. Una realtà brutta e grigia che i lombardi conoscono bene. Il portone però è decorato con un bordino verde, sovrastato dall'insegna che conosciamo. Sull'asfalto, ai lati dell'entrata, due allegri gnometti da 50 centimetri guardano amichevolmente gli operai e i clienti che vanno e vengono.

Una volta entrati si sprofonda in una nube di profumi e odori di erbe, di bosco, di fiori, di natura.

Su un tavolino a ridosso dell'ufficio, tra qualche piantina, si erge un computer con la pagina del sito dell'azienda e, poco dietro, una grande teca di vetro contenente tantissimi dei prodotti che sforna ogni giorno. Sembrano dei premi, degli Oscar.

Accatastati su una parete, i pacchi della clientela divisi in ordine alfabetico, in attesa di venir ritirati e consegnati. Sul lato opposto - e questo è veramente incredibile - un leggio su cui è aperto "Gnomi e Giardini. Guida sul campo al piccolo mondo". Un libro con età di lettura a partire dai 10 anni che parla della diffusione degli gnomi nel mondo ci viene proposto come lettura da sfogliare in attesa di poter parlare con il Dottore...

................................Io amo Fitocose


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